
Narrativa


Turiddu torna al paese dopo il servizio militare e scopre che Lola, la donna che amava, ha sposato Alfio. Ferito nell’orgoglio, si lega a Santuzza, ma il sentimento per Lola riemerge e tra i due nasce una relazione segreta. Quando Santuzza scopre il tradimento, rivela tutto ad Alfio. In una Sicilia dominata dall’onore e dalle regole della comunità, la gelosia conduce inevitabilmente alla sfida e al sangue.


Questa rappresentazione custodisce un legame profondo con i luoghi originari dell’universo verghiano, vissuti e conosciuti dal regista. Da questa esperienza diretta prende forma uno sguardo capace di restituirne l’essenza più autentica: i paesaggi, i gesti, le tradizioni e quella dimensione umana che appartiene alla stessa terra raccontata da Verga.



Il racconto trovò una nuova forma nel libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, trasformando la forza asciutta e drammatica della pagina verghiana in materia teatrale e musicale. I personaggi, i conflitti e le tensioni della vicenda conservarono la loro intensità originaria, ma acquistarono una nuova dimensione attraverso il canto, il coro e la partitura di Pietro Mascagni. La gelosia, l’onore, il desiderio e il destino diventarono così elementi di una tragedia popolare capace di parlare a pubblici diversi e di superare i confini della Sicilia, fino a entrare stabilmente nella storia del teatro lirico internazionale.












